La nostra storia

Il CAI di Vedano al Lambro nasce nella primavera del 1954, come sottosezione del CAI Monza.

Da anni un piccolo gruppo di appassionati della montagna cercava di dare vita ad un’associazione in paese, finalmente dopo una serie di gite sciistiche ben riuscite, promosse con l’intento di ingrandire il gruppo, si riuscì a riunire in un bar cittadino una cinquantina di persone, che decisero di dare vita all’associazione.

Costituita la sottosezione, e reperito un locale dove fissare la sede, la società iniziava il suo cammino con poche risorse ma animata da un forte spirito di aggregazione e di avventura.

Nei primi anni ci furono periodi positivi, ma anche momenti difficili, la morte in montagna del socio Antonio Riva per esempio, suscitò in non pochi qualche perplessità.

Comunque, grazie alla caparbietà e all’abnegazione di chi credeva in questa iniziativa, gli scogli vennero superati e la società poté navigare sicura fino a raggiungere mete e traguardi degni di rispetto e pieni di soddisfazioni.

Il più importante, fu quello del 28 Gennaio 1962, quando la società, avendo maturato tutti i requisiti necessari, fu dichiarata sezione autonoma del Club Alpino Italiano e potè quindi partire per traguardi più prestigiosi, affidata unicamente alla volontà e alla capacità del suo gruppo dirigente e dei suoi soci.

Il 4 Novembre 1965, fu solennemente inaugurata la nuova sede in via S.Stefano 73, alla presenza delle autorità civili e religiose e con l’intervento del Corpo Musicale S. Luigi. La nuova sede fu un vero trampolino di lancio per la sezione, la cui crescita da allora ebbe un notevole impulso.

La biblioteca, il bar, un maggior spazio con tavolini e sedie rese la sede più vivibile, più frequentata. Favorì anche il rifiorire delle attività proprie della sezione, fra le quali ebbe un notevole sviluppo lo sci, divenuto un punto di riferimento per molti appassionati anche di centri vicini.angelo erba

Nel 1969 il socio Angelo Erba partecipa alla spedizione monzese nelle Ande peruviane dove raggiunge la vetta dell’Alpamayo (m6120) per l’inviolata cresta Nord.  Nel 1973 invece è la volta della spedizione al Fitz Roy in Patagonia. L’anno successivo viene insignito del titolo di accademico del Cai (CAAI).

Nel 1975 poi, è la volta del primo attendamento estivo promosso dalla sezione, un’attivita che portiamo avanti da 40 anni e che per noi tutti è motivo di orgoglio e grande soddisfazione.

DCP00245Dopo i primi due anni a  Santa Caterina Valfurva, e i successivi nove ad Ollomont, l’attendamento nel 1986 si trasferì a Sant’Antonio di Mavignola, nello stupendo parco naturale Adamello-Brenta, dove tutt’ora viene allestito.

Nel 1984 si aprono i festeggiamenti per il 30° di fondazione, che culminano con l’inaugurazione della nuova sede, quella attuale, in via S.Stefano 89, nei riadattati locali messi a disposizione da un socio benemerito.

Nel corso degli anni i locali della sede sono divenuti effettiva proprietà della sezione, grazie allo sforzo profuso dai vari consigli direttivi e alla collaborazione dei soci.

 Nel 2005 viene allestita una palestra di arrampicata mobile, che viene PALESTRA 001montata durante le manifestazioni organizzate sul territorio. Una ventina di pannelli in legno muniti di prese sono montati su di una struttura in ferro alta 6 metri e provvista di un basamento 3×3 metri, tutto regolarmente omologato a norme di sicurezza. La struttura così composta permette l’arrampicata su 2 pareti opposte ciascuna provvista di 2 linee di salita assicurate con corda e dispositivo autobloccante gri-gri.

Nel 2010 viene proposto per la prima volta il programma gite infrasettimanali, le uscite vengono effettuate di norma il secondo Mercoledì di ogni mese e dopo un anno di sperimentazione, l’attività diviene una costante che riscuote ottima partecipazione tra i soci “Senior”.

Nel 2016 la nostra sezione conta 439 soci.

Nel 2017 parte in via sperimentale il “Family CAI”, l’attività propone gite in montagna a misura di famiglie con bambini, nell’ottica di coinvolgere un maggior numero di soci all’effettiva partecipazione al sodalizio, vogliamo infatti che la sezione non venga vista semplicemente come il luogo dove si va a rinnovare la tessera una volta all’anno, bensì ritorni ad essere il punto di riferimento e aggregazione in grado di rappresentare tutte le categorie di soci, con le sue attività volte alla frequentazione responsabile e rispettosa della montagna.

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